Riceviamo e condividiamo con piacere un aggiornamento delle responsabili del Golden Beehive per il nuovo anno educativo.
La loro lettera è disponibile QUI.
Il ringraziamento che abbiamo ricevuto dai bambini del Golden Beehive ci ha riempito il cuore di gioia… e non possiamo non condividerlo con voi che rendete possibile il sogno loro e di Francesca.
Grazie New Humanity International per avercelo inviato!
Guarda il video completo
Il 24 maggio 2025 ritorna l’evento organizzato da Lis Neris per promuovere le attività umanitarie dell’Associazione Francesca Pecorari.
L’Associazione, nata 23 anni fa, ha una storia da raccontare e un futuro a cui guardare.
Il nostro sguardo è rivolto ancora una volta al Myanmar, Paese a cui siamo uniti da lunga data e dove l’associazione ha costruito nel tempo una presenza viva, fatta di ascolto, aiuto e speranza.
Questa dodicesima edizione si vestirà di significati particolari e la nostra vicinanza al Myanmar si farà più concreta.
Un’occasione unica per incontrarci ed aiutare i bambini di Francesca!
Vi aspettiamo!
Alvaro Pecorari
Presidente
Associazione Francesca Pecorari ODV
RELATORI
ARTIGIANI DEL GUSTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
Banchi d’assaggio con possibilità di acquisto prodotti del territorio.
Anche quest’anno sarà possibile sostenere le iniziative dell’Associazione Francesca Pecorari ODV attraverso le Borse Solidali con i prodotti messi a disposizione dagli Artigiani del Gusto presenti
Prenota la tua Borsa cliccando qui o richiedi il link a relais@lisneris.it.
Le offerte raccolte durante l’evento saranno devolute all’Associazione Francesca Pecorari.
La partecipazione al convegno e al successivo concerto è gratuita, ma i posti sono limitati. E’ richiesta la prenotazione cliccando qui via mail relais@lisneris.it
Il distretto di Insein, nella periferia di Yangon, è uno dei più estesi, con una popolazione di oltre 300.000 persone. Nel 2008, in seguito al ciclone Nargis che ha devastato molte aree costiere del Paese, una parte della popolazione è stata costretta ad abbandonare i propri villaggi e a dirigersi verso le città. Un gruppo di famiglie si è insediata in un angolo del quartiere, costruendo baracche provvisorie all’interno di una discarica abusiva. Oggi in questo slum vivono 350 famiglie, per un totale di circa 1500 persone, tra cui 89 bambini sotto i 5 anni.
Le baracche sono abusive e le famiglie non si sono mai registrate dopo il loro arrivo in città. I bambini nati non sono mai stati registrati all’anagrafe, per lo stato non esistono, e come tali non hanno diritto all’accesso all’educazione né alle cure sanitarie.
Questo progetto, partito nel 2022 ha avviato, all’interno dello slum, una scuola che ospita fino a 70 bambini in età prescolare (3-4 anni). Il nome è Golden Beehive, alveare d’oro. L’alveare come comunità in cui uno si prende cura dell’altro, in cui ognuno ha il suo ruolo e chi detiene la leadership sa farsi guida dei più piccoli; oro perché è il colore sacro per il popolo birmano.
La scuola vuole sia assicurare educazione prescolare ai bambini, per facilitare il loro futuro inserimento scolastico, sia fornire supporto psicologico ai bambini con particolari fragilità e alle loro famiglie.
Lavorare con i bambini di 3-4 anni permette di iniziare un lavoro di educazione prescolare prima dell’inizio del ciclo scolastico, e parallelamente di avvicinarsi alle famiglie e di organizzare incontri con i genitori sul tema della salute e dell’igiene.
Se le condizioni politiche lo permetteranno, si potrà avviare anche un accompagnamento alle famiglie per l’iscrizione all’anagrafe, affinché i bambini possano avere accesso all’educazione e alle cure mediche.
La scuola, unica attività educativa presente nello slum, mira a diventare un punto di riferimento per il quartiere e occasione per avvicinare le famiglie e avviare percorsi di educazione anche con i genitori.
L’Associazione Francesca Pecorari sosterrà le spese operative di questo progetto per tutto l’anno 2023.
AGGIORNAMENTO 2024
Anche per quest’anno la Associazione Francesca Pecorari sosterrà le attività del progetto Golden Beehive!
Il 2023 è stato un anno più difficile del previsto, lo scoglio più grande è stato certamente la necessità di trovare una struttura diversa da quella in cui era stata aperta la scuola nel 2022. A dicembre la nuova scuola è stata finalmente inaugurata, e siamo felici di poter quindi continuare a fornire i fondi per le spese operative di questa importante iniziativa anche per tutto l’anno in corso.
Oltre alle iniziative fatte partire lo scorso anno, di educazione prescolare per i bambini tra i 3 e i 4 anni e di incontri con le famiglie per sensibilizzarle circa temi di salute e igiene, quest’anno ci sono delle novità: Fondazione New Humanity sta infatti cercando di creare un programma di accompagnamento prenatale e post parto. Questo non solo aiuterà le neomamme in una fase particolarmente sensibile, si è infatti visto che i primi disturbi gravi si sviluppano in età di allattamento o addirittura già prima della nascita, ma dovrebbe aiutare anche ad accompagnare le famiglie nel processo di iscrizione all’anagrafe, problema tuttora presente tra i nuovi nati nello slum di Insein.
Alla festa di compleanno non poteva mancare New Humanity, altro tassello importante per l’ attività umanitaria della nostra Fondazione. Prima di fare il punto della situazione dei progetti in Myanmar, ex colonia britannica dell’Asia sud-orientale governata per cinquant’anni da un regime militare oscurantista che ha colpito pesantemente i diritti umani, ricordiamo che New Humanity è l’associazione di volontariato e di solidarietà internazionale senza scopo di lucro nata nel 1992 da una costola del Pime (Pontificio istituto missioni estere) per sostenere progetti di sviluppo a favore dei più deboli in Asia, in particolare in Cambogia e dal 2002 in Myanmar, sede storica dei padri del Pime. Vari i campi di azione: disabilità, educazione, sviluppo agricolo. Una lunga collaborazione che ci ha portati, come nel caso della comunità di Sant’ Egidio in Africa, a risultati tangibili. Il ricordo di Alvaro Pecorari, papà di Francesca, è per un amico, fratel Fabio Mussi, missionario laico del Pime di Milano che ha sempre creduto nella lotta al terrorismo attraverso l’istruzione e nella promozione dell’ educazione come strumento per garantire dignità ai diritti dell’uomo e sconfiggere la povertà. Mussi promuove la costruzione di scuole in territori difficili, dove spesso viene meno la fiducia reciproca tra i diversi gruppi etnico-religiosi.
MYANMAR E NEW HUMANITY. Economicamente il Myanmar nel 2016 è ancora uno dei paesi più poveri e meno sviluppati e secondo molte organizzazioni, come Amnesty International, ha poca considerazione dei diritti dell’uomo. Dal 2010 si assiste a un’ apertura che ha portato a una vittoria delle forze democratiche, incentivando un primo sviluppo sia in termini di libertà individuali sia in termini economici, ma la questione annosa resta quella delle minoranze etniche, crocevia di tradizioni e culture che hanno plasmato il paese. Si contano circa 130 gruppi etnici, un vero caleidoscopio umano di lingue. Dall’ indipendenza del 1948 tre quarti del Paese (più o meno 30 milioni di abitanti) è costituito dall’ etnia birmana Bamar, mentre il restante 30% si compone di numerose minoranze etniche, linguistiche, religiose con cui nel corso della storia ci sono stati contrasti fortissimi, vere e proprie guerre civili. Nel lungo cammino verso la democrazia il ruolo dell’ esercito (con il suo punto di vista nazionalista e repressivo delle minoranze) si fa ancora sentire per via della costituzione che quel ruolo glielo riconosce. Per quanto riguarda il nostro impegno come onlus in Myanmar facciamo il punto della situazione con Francesca Benigno, intervenuta alla Festa di compleanno in rappresentanza di New Humanity: “Siamo entrati in Myanmar nel 2002 raccogliendo l’eredità dei missionari del Pime, forti di un’ esperienza di centocinquant’ anni. La Fondazione Francesca Pecorari ci è stata vicino dall’ inizio, già nel 2005 è terminata la costruzione della prima scuola insieme, raccogliendo la sfida in un settore difficile e prioritario come quello dell’educazione, completamente smantellato dalla dittatura militare salita al potere col colpo di Stato del 1962. Pochissimi gli investimenti nel settore, da qui la decisione, insieme alla Fondazione, di iniziare a costruire scuole che venissero successivamente affidate alla gestione del governo e della comunità locale. Nel corso degli anni abbiamo costruito altre quattro scuole primarie, dando la possibilità di studiare a cinquecento studenti”. Sono stati anni di instabilità, di tensioni, anni in cui la Fondazione Francesca Pecorari non è mai persa d’ animo. Nel 2015 qualcosa di nuovo succede: le prime elezioni democratiche dal 1990. Cambia il governo e assistiamo a una certa apertura al mondo. Ma nonostante gli investimenti nell’ educazione siano triplicati non sono ancora rose e fiori. Continua: “Il tasso di abbandono nelle scuole primarie è del 15%, dati Unicef che salgono nelle zone rurali. Un bambino su due, finito il ciclo di istruzione primaria, non si iscrive agli studi secondari, in quanto l’obbligo scolastico è previsto fino a dieci anni di età. Nel 2016 è partita un’ altra sfida: investire negli asili e quindi nell’ educazione prescolare. Per tre motivi. Primo, perché è un’ età fondamentale per lo sviluppo caratteriale del bambino. Secondo, perché nelle aree rurali in cui operiamo vivono principalmente minoranze etniche che hanno altri usi altri costumi e un’altra lingua rispetto a quella ufficiale adottata nelle scuole: il birmano. Questo comporta per i giovani studenti difficoltà notevoli di inserimento. Lavorare negli asili ci permette di insegnare ai bambini il birmano. Ultimo, ma non meno importante, motivo è che possiamo lavorare con le famiglie e fargli capire l’ importanza dell’ educazione e il suo ruolo formante. Se i bambini si inseriscono bene nella scuola primaria il tasso di abbandono diminuisce. Alla Fondazione abbiamo proposto di affiancarci in questo progetto, in particolare nella costruzione di due asili nei villaggi di Naung Choo e Naung Leng. Costruzione che è iniziata nel 2016 e si è conclusa nel 2017. Attualmente i due asili sono frequentati da cinquanta bambini. Come onlus siamo ancora in una fase di accompagnamento e formazione continua degli insegnanti. Poi li affideremo alla comunità locale”.
New Humanity ha iniziato la sua attività in Cambogia, nel 1992, l’ anno dopo l’arrivo dei padri del Pime nel Paese, dando un contributo significativo al rilancio degli studi universitari di Scienze sociali. Attività che si è allargata all’educazione prescolare. Successivamente l’arrivo in Myanmar nelle province di Yangon, Taunggyi e Kyaing Tong. Nella capitale Yangon l’associazione collabora con vari enti statali, privati, scuole buddiste e istituzioni cristiane. Il suo percorso in Cambogia si è concluso dopo 24 anni, con la consapevolezza di aver creato legami profondi con la chiesa locale e con le organizzazioni che oggi le hanno permesso di uscire di scena serenamente, ricordando che il fine ultimo della cooperazione è “aiutare i poveri perché non abbiano più bisogno di noi”. Aiutarli ad essere indipendenti. Questo il senso.
Disarmo, sviluppo, cooperazione, solidarietà internazionale in un’ottica di reciprocità sono alla base della spiritualità e dei rapporti internazionali. Ci piace concludere con lo spirito di fratellanza universale così come è proclamato nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Peccato che troppo spesso ce lo dimentichiamo.
Ciao, mi chiamo Francesca e sono una giornalista. Da oggi mi occupo del blog della Fondazione Francesca Pecorari. Oggi, 3 maggio, non è una data a caso ma il compleanno di Francesca, quella vera, cui è intitolata la Onlus. Per me è una sfida stimolante e un onore parlare di una ragazza speciale che ancora vive, e lo fa grazie ai tanti progetti umanitari che hanno preso forma diventando sostanza per volere del suo papà, Alvaro Pecorari.
Parleremo delle iniziative seguite dalla fondazione in giro per il mondo, del nostro vino Fatto in Paradiso, un vino che era già nella mente e nel cuore di Francesca e che ora ha messo le ali, quelle della solidarietà, per supportare le varie attività della Onlus. Proveremo anche a creare collegamenti con altre associazioni che poggiano su valori e obiettivi condivisi, perché è bello volgere lo sguardo fuori, è bello darsi una mano. Le assenze alle volte sono presenze ancora più grandi. E non dimentichiamoci che il sorriso di un bambino è un dovere di tutti noi come essere umani.
Ripropongo qui sotto il mio articolo uscito sul settimanale Famiglia Cristiana (San Paolo Edizioni), per cui lavoro. Sperando di farvi cosa gradita. Buona lettura!
Famiglia Cristiana n° 39 del 24/09/2017 – Volontariato
DAL FRIULI ALL’ ASIA VINI CON L’ ANIMA
LA FONDAZIONE È NATA PER VOLONTÀ DELLA FAMIGLIA DI VITICOLTORI, IN MEMORIA DELLA FIGLIA SCOMPARSA NEL 2002. SOSTIENE SCUOLE E ASILI IN MYANMAR, INDIA E UGANDA
(di Francesca Fiocchi)
È un sole freddo nel bicchiere quello di Alvaro Pecorari. I suoi in Friuli (a San Lorenzo Isontino, in provincia di Gorizia) sono grandi vini, con un cuore e un’anima, ma uno in particolare, “Fatto in Paradiso”, gioca un campionato speciale, quello della solidarietà. È il 2003 quando nasce la Fondazione Francesca Pecorari Onlus, con l’aiuto di alcuni amici di famiglia, dedicata alla figlia Francesca, scomparsa nel 2002 in un incidente stradale. A oggi sono state realizzate quattro scuole più due asili in Myanmar, due in India e una in Uganda, la “Scuola della Pace”, che offre istruzione elementare ai tanti bambini sudanesi rifugiati.
“Noi arriviamo fino a un certo punto”, spiega Alvaro Pecorari, “poi abbiamo bisogno di un braccio operativo. In Myanmar è New Humanity, un’organizzazione laica fondata dal Pime. In India ci sono le Missionarie dell’ Immacolata e un vescovo che è diventato nostro amico ed è anche venuto a trovarci in Friuli. Invece in Uganda è la Comunità di Sant’ Egidio, con cui siamo entrati in contatto grazie a “Wine for Life”, l’iniziativa che coinvolge i produttori vinicoli per aiutare soprattutto in Mozambico chi è colpito dall’ Aids. Ci siamo capiti subito e siamo passati su un filone Onlus: la prima scuola che abbiamo creato dà un futuro ai cosiddetti ‘bambini che non esistono’, quelli senza documenti alla nascita”.
Il vino è la merce di scambio: tre “magnum” di vino bianco firmato Lis Neris a fronte di una offerta minima di 150 euro, con cui vengono finanziate le attività umanitarie della fondazione. “Le nostre erano vacanze natalizie”, continua Pecorari. “Francesca sceglieva sempre i Paesi poveri: l’ultimo di questi viaggi insieme è stato nel Nord della Thailandia. Qui esiste un mercato dove le famiglie mettono i figli in ‘eccesso’ a disposizione di compratori occidentali: i maschi sono direzionati nell’ ambito della guerriglia interna, le bambine sono coinvolte nei giri della prostituzione, quando non vanno ad alimentare il mercato nero degli organi”. E aggiunge: “È sempre difficile parlare dei figli perché sembra di volerli incensare, ma Francesca era una sognatrice e vedeva lontano. Aiutare un bambino per noi non significa staccare un biglietto per il paradiso. Nostra figlia rivive in tutto quello che facciamo: questa è la sua nuova casa. Tradire il progetto significherebbe tradire lei”.
